martedì 3 luglio 2007

Pimp Your World!


Il Gruppo Cyborg vi invita su PimpYourWorld!
www.pimpyourworld.co.nr

Aspettiamo idee,critiche, suggerimenti, commenti, immagini,video .... :)

Per info:cyborg.ium@gmail.com


Mariella Cortes IUM

domenica 1 luglio 2007

SITO DI FACOLTA'

Posto il link di una discussione sul forum di scipol.uniss.it riguardante il sito della nostra facoltà:

http://scipol.uniss.it/html/modules.php?op=modload&name=Forum&file=viewtopic&topic=3540&forum=5

lunedì 25 giugno 2007

PSYCO GROUP - ultimo video-scenario!!!

Questo è l'ultimo videoscenario, riguardante il secondo ciclo di valutazione a cui abbiamo sottoposto il nostro prototipo.
Buona visione!
L'acqua che mette a fuoco...

Addio alle lenti: gli zoom delle macchine fotografiche del futuro potrebbero essere "liquide": costerebbero meno e sarebbero più compatti. Ecco come funzionano... e come potrebbero migliorare.
A sinistra un prototipo di lente "liquida" e a destra la minuscola fotocamera che lo contiene.
Le macchine fotografiche del futuro potrebbero avere obiettivi liquidi. Un progetto di ricerca franco-tedesco sta studiando infatti zoom costituiti da lenti che modificano la propria curvatura – e quindi la capacità di ingrandire – impiegando liquidi invece del vetro. Le lenti liquide in realtà non sono una novità: già tre anni fa la Philips aveva messo a punto un prototipo di lente liquida costituita da un cilindro nel quale erano contenute due soluzioni non emulsionabili tra loro, una acquosa e dunque conduttrice di elettricità e una oleosa, non attraversabile dalla tensione elettrica. Quando il cilindro veniva elettrificato, la posizione dei due liquidi si modificava producendo una curvatura della linea di confine tra le due sostanze, che funzionava così come una lente d’ingrandimento.
Le lenti cambiano forma in funzione della corrente elettrica che fa assumere posizioni diverse ai liquidi.
Il nuovo studio, condotto dall’Istituto Fraunhofer di Jena (Germania), ha permesso di applicare questo modello a uno strumento ottico reale, uno zoom ultracompatto per macchine fotografiche. Se normalmente un obiettivo zoom è costituito da venti o più lenti in movimento destinate a ingrandire gli oggetti lontani e a correggere le distorsioni ottiche, uno zoom “liquido” è costituito da sole tre lenti in plastica e da quattro lenti liquide che modificano la loro curvatura con una leggera tensione elettrica. Il prototipo di zoom liquido non ha alcuna parte mobile e riesce a ingrandire le immagine 2,5 volte e si potrebbe rivelare utile per le fotocamere dei cellulari.

sabato 23 giugno 2007

PC vs MAC

Un divertente video in stile "South Park" per mettere al confronto i PC con i MAC...

venerdì 22 giugno 2007

Eye-Tracking

L’eye-tracking è una tecnica di registrazione ed analisi dei movimenti oculari utilizzata in aree quali le scienze cognitive, la psicologia, l’interazione uomo-computer (Human-Computer Interaction, o HCI), le ricerche di mercato, la ricerca medica, ed altre ancora. Oggigiorno, la maggior parte degli eye-trackers utilizzano quale tecnologia di base la “video-oculografia” (VOG), e cioè la registrazione della posizione dell’occhio nell’orbita e dei suoi movimenti per il tramite di una camera digitale. Gli eye-trackers più moderni utilizzano inoltre un sistema di illuminazione del volto (e dunque anche degli occhi) basato su luce infrarossa (IR) o vicina all’infrarosso (NIR), per meglio delineare il contorno della pupilla e per ottenere uno (o più) riflessi, noti come “riflessi corneali” (Corneal Reflex, CR). Il vettore risultante dalla relazione (dinamica) di questi due parametri (successivamente ad una procedura detta di calibrazione) può essere utilizzato per ottenere la posizione dello sguardo rispetto ad un determinato elemento del display.
Due sono le principali tecniche di tracciamento utilizzate, qualche volta singolarmente, altre volte in combinazione: la tecnica detta “bright pupil” (“pupilla brillante”) e la tecnica detta “dark pupil” (“pupilla oscura”). Questa “esotica” denominazione discende dall’effetto che ha sulla pupilla la disposizione relativa della camera e del sistema di illuminazione. Nel caso della tecnica “bright pupil”, camera e sorgente di illuminazione sono coassiali e la luce viene riflessa dalla retina creando una illuminazione della pupilla simile a quella che si osserva quando si prende una foto con il flash (effetto “occhi rossi”). Se camera e sistema di illuminazione non sono coassiali la pupilla appare scura, da cui il termine “dark pupil”. A parte la questione “tecnica”, i due approcci hanno differenti implicazioni sulle performances del sistema di eye-tracking e differente punti di forza e debolezza: rispetto alla tecnica “dark pupil”, la tecnica “bright pupil”, creando un maggiore contrasto iride/pupille, è capace di supportare un tracking più robusto e stabile a prescindere dal colore dell’iride (il colore degli occhi, per intenderci), oltre ad essere meno influenzata da eventuali lenti correttive. Inoltre, la tecnologia “bright pupil” consente un tracking stabile a prescindere dalle condizioni di illuminazione ambientale, che possono andare dalla totale oscurità alla piena luce. Questa tecnica tuttavia mostra debolezze se utilizza in contesti naturali, essendo sensibile alle interferenze prodotte dalle molte sorgenti di luce infrarossa presenti in questa condizione.
Gli eye-trackers variano anche in quanto a capacità di compensare i movimenti del capo del soggetto (alcuni richiedono che il soggetto sia immobile, altri funzionano bene anche quando il soggetto muove il capo) e per frequenza di campionamento, che può variare da circa 30Hz a oltre 1K Hz.
Se volete approfondire andate qui http://www.srlabs.it/articles/bycategory?fil=Tecnologia&start=0

Marina Tuveri IUM

FRONTIERS OF INTERACTION III

Questo Giugno si terrà a Milano un evento particolarmente interessante: la terza edizione della FRONTIERS of INTERACTION.
Vi rimando a questo link dove potete trovare maggiori informazioni: http://81.29.209.139/ ;)
Marina Tuveri IUM

martedì 12 giugno 2007

IL MOUSE PAD SENZA IL MOUSE



Legge le nostre intenzioni sulla mano. È il nuovo mouse pad che non ha bisogno del mouse. Passandoci semplicemente la mano sopra, infatti, il nuovo tappetino sviluppato da un’azienda statunitense, registra e interpreta i nostri comandi.
Destra, sinistra, avanti o indietro, il pad intelligente legge, grazie ad alcuni sensori a infrarossi, luci e ombre che vengono provocate dai movimenti della nostra mano e muove il cursore nella giusta direzione.
Ma, se opportunamente istruito, può interpretare anche gesti più complessi, come per esempio il movimento circolare delle dita per dire “tempo di andare, salva tutto e chiudi”.
E volendo, inoltre, può anche tornare a fare il semplice tappetino: qualora ci si stancasse di usare la mano, si potrà rispolverare il caro e vecchio mouse. Anche i costi, affermano i suoi inventori, saranno abbordabili. Il pad-mouse, infatti, si basa su una tecnologia che non è all’avanguardia, visto che gli infrarossi sono adoperati in molti dispositivi per il controllo in remoto. E quindi non troppo costosa.

IL VIRTUALE SOTTO I PIEDI


Vi capita spesso di perdervi nella realtà virtuale? Forse è perché non usate le scarpe giuste…
Come quelle che hanno inventato in Giappone tre ingegneri dell’università di Tsukuba. Simili a un paio di pattini a rotelle, ma con tre ruote motorizzate, le scarpe speciali sono collegate a un computer che si porta in spalla come un zaino e che in base al movimento dei nostri piedi cambia il paesaggio sul display. In questo modo la persona ha la sensazione di passeggiare davvero in chissà quali mondi lontani anche se in realtà rimane sempre nella stessa stanza. (clicca qui per vedere come funzionano. Formato mpg 1,7 MB).
La sensazione del movimento è importante perché migliora il nostro senso della distanza e dell’orientamento. Secondo gli esperti infatti, è molto più facile orientarsi a piedi che in macchina o guidando qualsiasi altro veicolo a motore.

c'era una volta...solo una coperta?



Navigando un pò in rete mi sono accorta di questa invenzione simpatica e interessante...
Bedtime Stories, del designer Tiago da Fonseca, una coperta composta da diversi “fogli” sui quali è stampata una tradizionale fiaba della buonanotte da leggere prima di addormentarsi. Così, oltre a conciliare il sonno, si può facilmente aggiungere o togliere una “pagina” dalla libro-coperta a seconda del tepore che si vuole ottenere quando ci si infila a letto...carina no?
Melania Benedetti IUM

domenica 10 giugno 2007

GPS 3D come un videogioco!

















Ecco le nuove mappe per GPS 3D, annunciate da TeleAtlas entro luglio 2007, per una navigazione sempre più realistica e intuitiva, quasi da videogioco
Il futuro è già qui. Con le mappe TeleAtlas i produttori di navigatori GPS faranno a gara per fornire ai loro clienti uno strumento di navigazione estremamente realistico e sempre più a prova di errore. Il boom dei navigatori ha accelerato enormemente lo sviluppo di tali applicazioni, con dispositivi sempre più sofisticati, altri per tutte le tasche e altri ancora che si installano sugli onnipresenti telefonini.
Da un semplice utilizzo di percorso stradale da A a B, il navigatore satellitare è destinato a uscire dall'auto e accompagnare chiunque alla scoperta del luogo in cui si trova. L'utilizzo portatile e la grande quantità di informazioni che si possono collegare a una mappa rendono il navigatore una specie di guida elettronica la cui funzione si avvicina a quella dell'esplorazione, della ricerca informazioni su luoghi caratteristici o utili alla persona che lo sta usando.
Le rilevazioni utilizzate da TeleAtlas si basano sul percorso stradale reale, su indicazioni di terze parti, foto aeree, foto satellitari e quant'altro, fino ad arrivare alle indicazioni dei singoli utenti.
Richiesti a gran voce da produttori, consumatori e professionisti dei trasporti, questi navigatori 3D non tarderanno ad arrivare sul mercato. Il prossimo passo? Le informazioni aggiornate in tempo reale, non solo sul traffico, ma anche su punti di interesse di ogni genere, dal turistico alla manutenzione auto, uffici pubblici, banche, ecc. ecc. Buona navigazione!

Sabrina Pepe IUM

venerdì 8 giugno 2007

Ombrello satellitare che può navigare su internet


Se ti annoiano le grigie giornate piovose, ecco l'idea che fa per te: un ombrello satellitare che può navigare su internet e visualizzare immagini. E se hai poco senso dell'orientamento, fa anche da navigatore Gps, in collegamento con Google Earth. L'hanno inventato due ricercatori della giapponese Keio Uiversity Media Design. Ma occhio a dove metti i piedi...
Sabrina Pepe IUM

Auditel dei cartelloni


Saremo spiati anche qundo guardiamo i cartelloni pubblicitari, una sorta di Auditel per misurare l'audience delle affisioni.
Il sistema Eyebox2, in corso di sperimentazione, è stato ideato dalla canadese Xuuk: discretamente, fa apparire rossi gli occhi (con una sorta di effetto flash) di chi guarda il manifesto nel raggio di 10 metri; la telecamera registra e... conta gli occhi.

Dancing Robots

Sono un pò impacciati ma da questo video si può comprendere il notevole passo avanti sulla programmazione di queste macchine "umane", la possibilità di muoversi a tempo di musica lo dimostra.
Guardate:

La tecnologia Voip

La tecnologia Voip si presenta oggi come la più innovativa ed economica per quanto riguarda la comunicazione voce. Questo strumento, sfruttando la comune rete internet, non comporta particolari elevati costi, l'utilizzo poi di ripetitori a bassa frequenza come i classici wireless permette di evitare problemi logistici e di copertura. Si prevede per questo la futura obsolescenza della troppo costosa comunicazione mobile (gsm o umts).
Il video ne mostra le caratteristiche:


Fumo dalla foto


questo è un quadro. nella foto c'è una ciminiera di una fabbrica...per sembrare più reale, esce pure il fumo!
Rachele Cera, IUM

giovedì 7 giugno 2007

Le scale con con i cassetti incorporati




Navigando nei vari blog di designer ho trovato un post molto interessante relativo a delle scale con dei cassetti incorporati.


Questa immagine dei cassetti inseriti tra i gradini di una scala è stata scansionata da una pagina di Vogue Living Australia e ha fatto il giro della blogosfera in pochissimi giorni.L’idea di sfruttare lo spazio inutilizzato sotto gli scalini è piuttosto interessante, ma rimane qualche dubbio sulla pericolosità della cosa: e se sbadatamente si dovesse lasciare aperto un cassetto, ci sarebbe il rischio di inciampare e farsi veramente male...!!!

mercoledì 6 giugno 2007

Hi-tech, milioni di oggetti in pattumiera ancora non funzionanti!

Più di otto milioni di oggetti tecnologici ancora funzionanti finiscono dimenticati nelle cantine delle case degli italiani, mentre altri milioni di dispositivi sono gettati via anche se ancora perfettamente integri, con gravi ripercussioni per il patrimonio naturale. Lo rivela una ricerca realizzata da Research International per eBay in occasione della giornata mondiale per l'ambiente, per la quale sono state intervistate 1.000 persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni, gli italiani manifestano ancora una certa propensione all'acquisto e alla sostituzione di oggetti tecnologici: alcuni apparecchi come forni a gas, tv, lavatrici, aspirapolvere, hanno un ciclo di utilizzo di lunga durata, cioè di circa 8 anni. La sostituzione con un elettrodomestico nuovo avviene però quando il 22% di questi dispositivi è ancora funzionante (26% nel caso degli aspirapolvere, 30% per gli Hi-fi e addirittura 35% per i forni a gas o elettrici).
In questi casi, la maggior parte degli italiani tende a tenere in casa questi oggetti oppure a disfarsene: i ricercatori di Research International hanno stimato che, visti i dati del sondaggio, circa 8 milioni di elettrodomestici a vita lunga rischiano di restare inutilizzati nelle case italiane o di finire in una discarica. Solo una piccola parte degli intervistati, meno del 2%, ha rivenduto questo tipo di oggetti, ma la percentuale potrebbe crescere di molto nei prossimi anni: l'11% prevede di fare in futuro questo tipo di scelta e il 2% si potrebbe affidare al commercio on line. Un altro tipo di dispositivi, come cellulari, lettori Mp3, Pc, hanno invece un ciclo di vita "breve", con un tempo di utilizzo medio di circa 4 anni: in questo caso addirittura il 50% degli apparecchi è sostituito quando è ancora funzionante. I telefoni cellulari, ad esempio, sono cambiati tendenzialmente ogni 3 anni, e nel 35% dei casi, sono dimenticati in casa e non sono riutilizzati. Questo significa un numero molto alto di piccoli oggetti non utilizzati che, secondo la ricerca, ammontano a circa 18 milioni. Del resto gli oggetti tecnologici diventano obsoleti in fretta e risultano di fatto inutilizzabili anche se perfettamente funzionante. Chi userebbe ancora un vecchio 386 con Windows 3.11 del 1992 o un telefonino Motorola D460 del 1997? per non parlare di un più nuovo Nokia 5150 del 2000? Non è detto che funzionante voglia dire usabile davvero.
L'indagine segnala però come, per gli oggetti a vita breve, gli italiani siano molto più disponibili a prendere in considerazione l'ipotesi della vendita: il 14,8% del campione pensa di rivendere questo tipo di dispositivi, mentre il 5,4% prevede di farlo tramite eBay e dunque tramite il commercio on line.

www.ilsole24ore.com

Martina Ulgheri