lunedì 21 maggio 2007

Lavoro per gioco

Ecco una interessante notizia sull’interazione uomo macchina, intesa come interazione dell’uomo con il proprio computer nel lavoro quotidiano, effettuato con i più diversi software.

L’articolo inizia con il motto “WORK is not play. But maybe it should be”. È questo quanto sostenuto da Paul Johnston, capo della “Entellium”, un’impresa che produce software per il business, aventi la particolarità di essere basati sulle logiche e tecniche dei videogames.

Il settore del business spende tante risorse per la creazione di programmi dedicati lla gestione delle organizzazioni e alla cura delle relazioni tra imprenditori e utenti. Per rendere il processo più efficace, ma anche più divertente e leggero, Johnston ha deciso di implementare tecniche speciali solitamente utilizzate nei videogiochi. Più precisamente, si è appoggiato all’estrema competitività del settore, paragonandola all’impegno che un amante dei videogames mette nell’utilizzare l’applicazione preferita.

Portando qualche esempio, nel software “Rave” i dati e le caratteristiche dei clienti vengono inseriti come fossero personaggi di un gioco, con varie attitudini, preferenze, qualità. Inoltre, il meccanismo di crescita dell’attività viene strutturato attraverso un percorso su vari livelli, nei quali man mano aumenta la difficoltà.

L’idea dell’applicare le logiche del videogames al lavoro può rivelarsi vincente, vista anche la loro sempre maggiore diffusione.

Per avere informazioni più dettagliate, ecco il link all’articolo:

http://www.nytimes.com/2007/05/20/business/yourmoney/20proto.html?_r=1&ref=technology&oref=slogin

Claudio Simbula

il cielo su torino- sub

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