Se il livello di modernità delle città si misura (anche) dai suoi mezzi pubblici, ecco che (anche) una revisione dell’usabilità “made in ATM” (Milano), può essere preziosa nel comprendere dove stiamo andando. Chiunque abiti a Milano e abbia utilizzato negli ultimi tempi i mezzi pubblici avrà notato un lento processo che sta portando al cambiamento di tutto il sistema di biglietti per poter usufruire del servizio.
Un fattore che è stato sottovalutato è sicuramente l’usabilità delle biglietterie automatiche.
Esistono tre tipi di biglietterie automatiche ad oggi nelle metropolitane milanesi:
1. Vecchio modello meccanico (MM)
2. Modello elettronico(ME)
3. Nuovo modello elettronico(NME)
Il vecchio modello meccanico è ancora trovabile credo in qualunque stazione, anche se credo che ad oggi sia stato disattivato. Era un sistema estremamente semplice: inserivi 1, 0.50, 0.20 euro e al raggiungimento del prezzo del biglietto ne veniva emesso uno,urbano.
Pregi: veloce, immediato ed intuitivo.
Difetti: può distribuire un solo tipo di biglietto (in questo caso quello urbano), non da resto.
Il modello elettronico è un macchinone piuttosto ingombrante che potete trovare nelle stazioni più importanti della metropolitana. Aveva una interfaccia piuttosto complessa e disordinata, con dei nemerini che tentavano di fare capire quale fosse la sequenza delle azioni da compiere. Oggettivamente credo che a livello funzionale fosse molto efficiente ma inficiato da una pessima e confusionaria interfaccia. Infatti per acquistare il biglietto si deve premere il pulsante corrispondente al biglietto che si desidera, per un numero di volte pari alla quantità di biglietti che si desiderano. Successivamente, si inseriscono i soldi e al raggiungimento della somma questi sono erogati.
Pregi: distribuisce tutti i tipi di biglietti (salvo quelli speciali, come giornalieri)
Difetti: interfaccia pessima e disordinata
Il nuovo modello elettronico si suppone che risolva, quindi tutti i problemi sin qui riscontrati. In effetti, no. Seppure possieda più funzionalità del precedente modello elettronico, l’interfaccia è se vogliamo addirittura peggiorata.
Qual è la prima cosa che dovrebbe fare la macchina? Essere pronta ad emettere biglietti e quindi veicolare immediatamente ad un utente occasionale l’informazione su cosa debba fare per ottenere un biglietto. Osservate nella foto il bilanciamento: 2/3 dell’interfaccia sono occupati per il “pagamento”, con il tasto numerico per “elettronico” disposto esattamente al centro (elettronico cosa? Non è immediato capire che è racchiuso in una cornice chiamata “pagamento”, in alto). Consideriamo che non c’è niente che attiri l’attenzione in modo particolare (neppure i numeri presenti sulla macchina elettronica precedente!) e quindi è evidente come uno sia naturalmente portato a guardare l’elemento che occupa più spazio (pagamento) e/o al centro del dispositivo (elettronico).
Ci accorgiamo in un secondo momento che lo schermo dice “ricarica qui la tua tessera” e “premi un tasto qualsiasi”. Voi avete visto per primo il tasto numerico di “elettronico” e quindi premete con molta probabilità quello.
Naturalmente “premi un testo qualsiasi” si riferisce a quei tasti appena sotto il monitor. La parola “qualsiasi” è quindi evidentemente già errata. Se questo è un distributore automatico, perché si deve premere un tasto per iniziare? Dovrebbe già essere pronto, veloce, rapido.
I tastini sotto cosa significano? Due frecce su, una freccia su, ok, cancel, una freccia giù, due freccie giù. Disposte in modo completamente separato dal monitor a cui si riferiscono. Scoordinate. Appena premerete “un tasto qualsiasi” sullo schermo apparirà una lista. E qui cosa dice la differenza fra”una freccia giù” e “due frecce giù”? Mistero.
Qui ammettiamo che siete andati speditamente (non è nemmeno chiaro come comprare due biglietti invece di uno). Ora volete pagare con carta di credito. Appena sotto le frecce del monitor c’è “tessera”. E basta. E’ un po’ ambiguo, anche se è abbastanza evidente che la carta bancomat si inserisca sulla destra.
Potevano migliorare il dispositivo precedente e sono riusciti solo a peggiorarlo.
Un dispositivo analogo a quello dei bancomat per quanto comunque non ideale era comunque meglio: tasti di fianco allo schermo. O ancora meglio come nel dispositivo elettronico precedente: un tasto per ogni tipo di biglietto. Premi due volte, due biglietti.
Pro: qualche funzionalità aggiuntiva.
Contro: interfaccia nettamente peggiorata, più lenta e macchinosa.
Si può affermare che il modello meccanico era ancora quello più veloce, intuitivo ed efficiente.
sabato 5 maggio 2007
ATM MILANO RINNOVA I BIGLIETTI...DAVVERO UN MIGLIORAMENTO!
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